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Avvicinamento alla Radioestesia

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 La scienza riconosce che solo una piccolissima parte della realtà è osservabile, e di questa solo ben poco è stato osservato.”

La radioestesia non è una scienza teoretica ma è una tecnica pratica. È  una via di mezzo tra la parafisica e la parapsicologia. In Italia non ha un riconoscimento scientifico ufficiali ma viene studiata attraverso una sperimentazione pratica. Come tecnica è amplissima e ha numerose applicazioni in campi diversi.

Il suo principio fondamentale è che ogni oggetto emette delle radiazioni.
Il secondo e’ che possiamo cogliere queste radiazioni attraverso il sistema nervoso o strumenti di captazione che non conosciamo. Su come ciò avvenga non abbiamo spiegazioni scientifiche, per cui la radioestesia in Italia non gode di dignità di scienza né viene insegnata nelle università. Altrove la considerazione è diversa. La captazione delle energie è singolare e soggettiva, non è  uguale per tutti, e ci sono alcuni che sanno farla in modo maggiore, secondo una sensibilità più sviluppata.  

Il termine “Radioestesia” deriva dalla parola latina:
radius =raggio, radiazione;
e dalla parola greca: aisthesis= sensazione;
significa dunque percezione delle radiazioni, percezione delle energie che sono irradiate da ogni cosa esistente.       
Questa percezione non è cosciente in tutti allo stesso modo, ci sono alcuni che sono sensibilissimi agli ambienti, hanno reazioni immediate alle persone o agli oggetti e ne sono consapevoli, così come ci sono alcuni che sono molto reattivi alle variazioni meteorologiche e altri che lo sono meno. Ma la reazione che la nostra energia ha al contatto con energie esterne c’è in tutti e può essere evidenziata grazie a strumenti, come la bacchetta rabdomantica, il pendolino, il biotensor o strumenti più complessi, come la bacchette di Lecher, magnetometri, misuratori d’onda, oscillometri, Geiger, macchine di Calligaris, Morates, Vegatest ecc.   

Per ampliare le percezioni possiamo partire da uno strumento semplice: il pendolino e\o il biotensor o biotester.
Anticamente si parlava di rabdomanzia (dal greco rabdos=bastone e manteia = predizione, quindi predizione fatta usando un bastone).
 La rabdomanzia è antichissima. I Cinesi la praticavano duemila anni prima della nostra era sia per trovare acqua che giacimenti minerari, usavano una bacchetta a ipsilon da entrambe le parti e sostenuta da due operatori diversi. Un’incisione su legno del 174 a. C. mostra un imperatore cinese che usa una bacchetta a ipsilon e la leggenda dice che trovava l’acqua come i metalli. Anche i capi tribù ebraici nella Bibbia usano questa bacchetta. Mosè nell’attraversamento del deserto fa sgorgare con una bacchetta di legno di mandorlo l’acqua dalla roccia di Horeb (Esodo 17, 3-5).
Bacchette e pendolini sono stati trovati in abbondanza in Egitto, nella Valle dei Re.
 Anche varie divinità greche portano la bacchetta, Minerva, Mercurio.., come le maghe Circe e Medea. Nella leggenda di Remo e Romolo e della fondazione di Roma si parla di una bacchetta usata per trovare il luogo migliore dove edificare la nuova città. Era una pratica etrusca.
Gli etruschi conoscendo molte cose, studiavano le energie del cielo e della terra, sapevano tutto sui fulmini e, quando un fulmine colpiva un luogo, lo recintavano piantandoci un’asta, perché l’energia del luogo avrebbe attratto altri fulmini.
Si dice che, quando l’esercito romano avanzava, fosse preceduto da portatori di bacchette che trovavano luoghi dove erano presenti sorgenti sotterranee. In tal modo furono scoperte moltissime sorgenti termali. I sacerdoti romani usavano anche il pendolino e sembra che divinassero sulle lettere così come alcuni fanno anche oggi col tabellone.
Molte antiche divinità femminili del Mediterraneo sono portatrici di serpenti, il serpente simboleggia l’energia della terra e in particolare delle acque (tutti i fiumi indiani hanno nomi femminili e sono considerati divinità femminili) e le statue della dea dei serpenti mostrano spesso i serpenti impugnati come fossero antenne.
Dal mille al 1700 pendolino e bacchetta furono banditi dalla Chiesa come strumenti di stregoneria. Nel 1618 anche Lutero li condannò solennemente come oggetti satanici. Ma più tardi sarà la Chiesa stessa a usarli, del resto alcuni papi e cardinali furono anche alchimisti. In un’opera del 1521 si parla del monaco benedettino:  “Basilio Valentino” che usa 7 tipi di bacchetta.
I romani avevano una bacchetta detta lituus (qui di fianco), ricurva in alto, a volte a forma di spirale, per la divinazione.
La usava un personaggio che si chiamava pontifex (colui che fa il ponte), che comandava un drappello di costruttori che facevano o disfacevano il ponte di collegamento con l’antico villaggio di Roma, distruggendolo all’arrivo del nemico e ricostruendolo a pericolo scongiurato. Questo capo costruttore che presiedeva alle funzioni difensive di Roma era considerato un massimo sacerdote, ed è notevole sia la sua attinenza con l’acqua che il suo impugnare il lituus; il suo nome passerà poi al Pontefice cristiano che impugnerà il pastorale. Questo collegamento con le costruzioni pontiere non deve meravigliare perché i romani imparano tutto degli etruschi e presso questo popolo, i sacerdoti erano anche costruttori, ingeneri, maestri idraulici, architetti, ingeneri metallurgici.
Il lituus serviva anche per la divinazione, probabilmente mediante psicometria.
 Cicerone ne parla nel suo trattato ‘De divinatione’ in cui critica come superstizione ogni forma di mantica.
I rabdomanti usano tutt’oggi nelle campagne una bacchetta a Y, a forma di forcella, in genere di noce o di nocciolo, come antenna per cercare l’acqua e indicare i luoghi dove scavare pozzi. Ma non si deve pensare che ci siano piante il cui legno è più perché c’è anche chi trova l’acqua con delle bacchette di plastica o di alluminio. Si può pensare che il materiale sia ininfluente, quello che conta veramente e’ l’operatore e la sua capacità di sintonizzarsi su un elemento cercato.
Questa bacchetta, in forme diverse, la troviamo come accessorio dei sacerdoti antichi o degli antichi sciamani, i druidi celti come gli auguri etruschi o i geomanti cinesi.
Giulio Cesare racconta che i druidi imponevano questo bastone sugli oggetti ricevendo informazioni su cose nascoste e la psicometria è appunto questa capacità inspiegabile di conoscere al di là delle percezioni sensibili ordinarie.
Alcuni arcani dei tarocchi riportano questo bastone-antenna: IL MAGO, che è l’archetipo delle nostre risorse misteriose, è raffigurato proprio come un radioestesista, alza l’antenna con la mano destra e col palmo sinistra avanzato si sintonizza verso il nord, posizione tipica del rabdomante.

Corso di avvicinamento alla radioestesia 

Programma: 
Cenni storici della radioestesia 
L'oggetto del sentire
Le basi della Radioestesia:
  • simmetria 
  • polarità
  • elettro-magnetismo
  • gli strumenti: pendolo - biotensor - bacchetta a "l" - lo skitting - il palming e altri metodi del sentire. 
  • I Tre test fondamentali (viedeo introduttivo qui sopra)
Uso del Biometro di Bovis (APPROFONDISCI)
Il Feng Shui: (nodi di Hartman, nodi di Curry, Faglie, Falde acquifere, interferenze elettromagnetiche e altri possibili squilibri)
Cenni sulla Radionica  (i colori, le forme, gli studi)
Uso degli Schemi raioestesici (si-no; preconcetti o informazione corretta, chakra, meridiani, aura, corpo,)
Verifica con i test della kinesiologia - metodo Dott. Sorti. 
La «metainformatica», metodica antichissima, ripresa e studiata negli anni Ottanta dal medico bergamasco Alberto Sor­ti e sviluppata in seguito dal suo allievo, il dott. Demetrio Iero (del quale sono allievo, ed ho frequentato tutti i corsi). Questo sistema unisce al metodo radioestesico quello kinesiolo­gico, snellendoli, semplificandoli e accelerando Così i tempi di indagine. Oltre che tecnica diagnostica, la metainformatica comprende anche uno sviluppo terapeutico che è stato studiato, applicato e sperimentato nel corso degli anni dal dott. Alberto Sorti e dal dott. Demetrio lero e che prende il nome di «soma­tologia cefalo~organo~spinale».

Pre-requisiti: nessuno.

Durata 7ore circa

Docente: Cristian Sinisi

Materiale: dispensa, libro, attestato di partecipazione, pendolino (forma e tipo secondo disponibilità). 
Libro in omaggio con l'iscrizione
"I mondi del pendolo" (Ed. il punto d'incontro)


Materiale del 2 volte Master Reiki Usui - Teacher Komyo Reiki Do - Master Karuna©
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